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Dott.ssa Silvia Sarti
gentile pittore Cammarata,
esprimo il mio apprezzamento
per la sua
iniziativa...soprattutto
dopo aver visto i suoi
quadri, pieni del colore e
della meraviglia della
natura.
Mentre le scrivo passa un
tram e diverse macchine
suonano nervosamente i
clacson...non mi stupisco di
vedere poi nel mio studio
persone ingrigite che non
trovano il senso della vita.
Nei suoi quadri c'è quel
senso di vivere che è solo
nella terra, nel mare, nei
colori e negli odori della
natura.
Durante le sedute di
rilassamento cerco spesso di
portare il paziente a
ritrovare quell'incanto e
quella serenità che arriva
dalle radici della terra,
dalla contemplazione dei
colori, dal sentire il
vento....e quindi ritrovare
se stessi come esseri
naturali e per questo
vivi...allora non c'è più
bisogno di un senso
razionale, così come non ne
ha bisogno il grano per
crescere...è solo essere ciò
che si è..
continui così...
dottoressa silvia sarti
studio di psicologia mente
corpo, Milano
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Dott. Luca Traverso
Caro Antonino,
da sempre l'arte ha
rappresentato una delle
migliori forme di
espressione dell'uomo: essa
offre la possibilità
creativa di comunicare
emozioni, stati d'animo,
pensieri, sensazioni...
I suoi dipinti offrono a chi
li osserva la possibilità di
emozionarsi. Il legame tra
stress e pittura ben
rappresenta quello che già
Freud definì uno dei
migliori modi di far fronte
alle difficoltà e quindi
allo stress: la
sublimazione. Attraverso la
creazione o la
contemplazione di un'opera è
possibile vivere emozioni
negative e/o positive senza
lasciarsi travolgere.
Le foto del suo studio e dei
luoghi dove le sue opere
prendono forma e vita danno
l'idea del percorso e del
fluire dinamico delle
emozioni che dalla mente
dell'artista si
imprimono sulla tela.
In qualche modo l'arte è
un'ottima metafora della
creatività emotiva del
percorso terapeutico.
Dott. Luca Traverso
Psicologo clinico - Roma
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Dott. Silvio Rossi
"Il silenzio, caro maestro, che
emerge con straordinari colori
dalle tele dei suoi quadri,
rappresenta una metafora forte
ed incisiva del
silenzio terapeutico,
espressione di una tavolozza di
emozioni che si
liberano e che liberano".
Dott. Silvio Rossi
Psicologo e Psicoterapeuta in
Roma
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Dott.ssa Monica Giovatore
Da sempre l'uomo ha sentito in
sé l'istinto di rappresentare,
raffigurare, ritrarre tutta la
realtà che lo circondava. Così
facevano i nostri progenitori
nelle antiche caverne e così
continua a fare l'uomo moderno e
civilizzato di oggi. Ma da dove
nasce questo bisogno? Dalla
magia della nostra creatità.
Tutti noi siamo in grado di
produrre qualcosa, di fare, di
agire, di creare; ogni giorno la
nostra vita si presenta come un
quadro vivente e noi ne
dipingiamo le scene usando, a
volte i colori più brillanti che
ci rimandano alla gioia e alla
felicità, a volte usando dei
toni più scuri che ci richiamano
al dolore e alla tristezza.
Emozioni che esistono e che
esisteranno sempre nell'animo
dell'essere umano; ecco allora
perché siamo stati e
continueremo ad essere attratti
dall'arte perché ogni opera è un
frammento della nostra anima, ci
parla di noi a noi stessi. Un
bel quadro diventa bello non
solo perché è fatto tecnicamente
bene, ma perché improvvisamente
qualcuno ha messo in forma la
nostra idea di creazione, di
esistenza. Un quadro o qualsiasi
altro oggetto creato da noi
stessi o da un altro
artista può trasformarsi in
un ottimo antidoto per la
malinconia o restituirci il
senso della bellezza della vita.
Letta in questo modo l'arte è un
mondo accessibile a tutti,
diviene strumento di guarigione
lì dove si riesce a prendere
contatto con i propri
sentimenti, purché espressi
attraverso qualsiasi forma di
rappresentazione sia essa reale
o astratta. Ogni artista in
fondo rappresenta attraverso la
realtà sé stesso e un
ri-partorirsi che infonde al
cuore dell'artista stesso nuova
linfa vitale. Tutti noi siamo in
grado di guarirci con l'arte,
l'arte terapia così intesa è un
viaggio affascinante alla
scoperta si sé stessi, fate
e capirete!!! "
Dott.ssa
Monica Giovatore,
counselor e arte terapeuta
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Dott.ssa Maria Chiara Carulli
Non c’è dubbio che fermarsi a
guardare un bel quadro,
"entrarci dentro", farlo
proprio, imparare a contemplarlo
e ad andare oltre, faccia bene.
E’ ormai scientificamente
provato, ad esempio, il ruolo
che i colori hanno nel darci
benessere, calma, riposo. Ecco
perché si può parlare del ruolo
"terapeutico" che può avere un
quadro, che ha l’arte in
generale, in ogni sua
espressione: la musica, la
scrittura, la danza, la pittura,
la scultura, il teatro ecc.
Abbiamo bisogno di "creare" cose
belle, di esprimerci non solo
con le parole, ma anche di
"gustare" di "ammirare" e di far
nostra una espressione artistica
che forse non esce dalle nostre
mani, ma ci tocca il cuore, ci
rasserena la mente. Anche questo
è un aspetto di arte terapia che
ognuno può coltivare e di cui
può avvantaggiarsi. Questo può
favorire l'espressione di
sentimenti, conflitti, disagi
interiori, talvolta non
esprimibili verbalmente
attraverso il dialogo. La
bellezza dei colori, la
contemplazione di un quadro può
scaricare ansie e tensioni, può
rendere più coscienti le
emozioni e aiuta a migliorare il
rapporto con se stessi e con gli
altri. In Italia questo tipo di
"terapia" non è ancora molto
conosciuto e seguito, ma nei
paesi anglosassoni l’arte
terapia integra spesso la
terapia psicologica e
farmacologica. Un invito allora
a sperimentarne la validità
esprimendo se stessi con varie
tecniche artistiche, ma anche
lasciandosi affascinare da ciò
che sa parlare agli occhi, alla
mente, al cuore
interiorizzandolo ed
elaborandolo in qualcosa che ci
faccia star meglio: " La
bellezza salverà il mondo" e
ognuno di noi in particolare.
Dott.ssa Maria Chiara Carulli
Medico chirurgo e Scrittrice.
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Dr. Ciro Aurigemma
Lo stress oggi lo
conosciamo bene
tutti...l'energia dei quadri
del pittore siciliano Antonino
Cammarata si percepisce
immediatamente e dona pace e
calma e i colori e la
selvaggia natura esprimono
la forza che ci manca nelle
città affollate o
deserte..il colore è
energia, la bellezza è
energia, tutto comunica
qualcosa e l'autore sa come
sprigionare e trasmettere
tutto questo e senza bisogno
di aver studiato tutti
possono sentirlo e
sperimentarlo.
cordiali saluti
dr. Ciro
Aurigemma, psicologo
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Dr. Santo Messina
Gentile M.
ro Cammarata, mi scuso per il
ritardo ma ..... meglio tardi
che mai, non le pare? Per quel
che riguarda il quesito che Lei
gentilmente mi pone, la risposta
è affermativa: i colori hanno
una rilevante importanza nella
nostra vita. La nostra
predilezione per l'uno piuttosto
che per l'altro o il rifiuto di
certe tonalità non sono casuali
ma sono dettati da precise,
anche se non sempre consapevoli,
esigenze psicologiche e
affettive. I colori esercitano,
con i loro ritmi differenziati,
una forte influenza sulla nostra
anima dove producono intime
risonanze emotive che possono
anche essere salutari,
benefiche, pacificanti,
celestiali e quindi anche
terapeutiche (esiste tra l'altro
una disciplina specifica fondata
su questi principi e denominata
cromoterapia ). Se la Sua
pittura sortisce rilassamento e
felicità nei fruitori che
l'hanno scelta, ciò significa
che essa esercita una
particolare attrattiva su
particolari categorie di
persone, essendo improbabile che
ciò che risulta rilassante per
alcuni lo sia anche per tutti
gli altri. Se la sua pittura è
scelta da tante persone ciò vuol
dire, forse, che oggi tante
persone hanno un grande bisogno
di naufragare nel mare quieto
della Sua pittura. Bravo, non
solo per i suoi sereni paesaggi
ma anche per il Suo sito
particolarmente ben congegnato.
Santo Messina. Psicologo
psicoterapeuta dei disturbi
psicosomatici
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Dr.
Ignazio De Robertis
STRESS E PITTURA “Ho bisogno di
staccare la spina”. “Ho bisogno
di due o tre giorni di riposo”.
“Vorrei tanto andare in
vacanza”. Oramai sono frasi
comuni. Sono il segnale di una
società che crea stress. Nel
lavoro. In famiglia. Nei
rapporti interpersonali. Ma che
cos’è esattamente lo stress?
Così, prima d’iniziare il nostro
discorso sull’influenza
esercitata dalla pittura sullo
stress, ritengo opportuno
spendere qualche parola proprio
sul concetto di stress con
l’intento di togliere
quell’alone di confusione
attorno ad esso, alla sua natura
e alle sue cause. La parola ha
origine anglosassone e sta ad
intendere l’esistenza di una
certa “pressione”, o “tensione”
o, ancora di una
“sollecitazione” che si esercita
sulla persona. Tutti noi diamo
una valenza negativa ad una
simile tensione. Tuttavia, studi
di psicologia e fisiologia hanno
posto le basi affinché fosse
possibile rivedere la valenza
dello stress, anche in
un’accezione positiva. Forse un
esempio potrebbe servire a
chiarire il senso della mia
affermazione: al contrario di
quanto si crede, non dobbiamo
cercare di rifuggire dalle
stimolazioni motivo di stress,
in quanto la situazione di
calma, di quiete che si verrebbe
a creare, si ritorcerebbe contro
di noi, nel senso che non siamo
in grado di vivere (a lungo) in
assenza di stimolazioni. In
altre parole abbiamo bisogno di
mantenere un livello minimo di
stimolazione, di tensione. E a
testimoniare questo aspetto ci
sono molti studi circa gli
effetti negativi che la
deprivazione sensoriale può
esercitare sull’uomo. Dunque, lo
stress deve essere considerata
una tensione che esercita la
propria forza su noi stessi:
tale tensione può provenire sia
dall’esterno (leggi ambiente)
sia dall’interno, cioè da noi
stessi. A questo punto, la
persona sottoposta a tale
pressione dovrebbe attivare dei
“meccanismi difensivi” ossia
produrre degli sforzi attraverso
i quali rispondere alle
stimolazioni, cercando di
adattarvisi. E questo è il
momento più delicato nella
genesi dello stress ed il motivo
è presto detto: se la persona ha
le risorse fisiche nonché
psicologiche necessarie per
rispondere alle richieste, essa
non percepirà la situazione come
stressante. Ma nel caso in cui
la persona non dovesse avere le
risorse necessarie, allora sarà
indotto a sentire la situazione
come motivo di stress. Come si
evince da quanto su riportato,
un elemento di notevole
importanza è costituito dalle
risorse psicofisiologiche:
disporne o meno ha effetti
rilevanti. Contemporaneamente, è
altrettanto significativa la
percezione che un individuo può
avere delle proprie risorse:
percepire se stessi come persona
priva delle risorse necessarie
per respingere lo stress,
consentirebbe allo stress di
prendere il sopravvento. A
conclusione di questo
ragionamento, possiamo affermare
che lo stress rappresenta la
situazione in cui la persona,
dinanzi a delle richieste, a
delle tensioni, non ha o non ha
percezione di possedere le
risorse e quindi le strategie
indispensabili per farvi fronte.
La circostanza in cui la persona
ritenesse di non possedere le
risorse necessarie per
rispondere adattivamente alle
stimolazioni, prende nome di
distress. La circostanza
inversa, quella in cui la
persona possiede o ritiene di
possedere le strategie per
combattere la tensione, prende
il nome di eustress. Ancora:
l’insieme di strategie di cui
l’individuo può disporre nel
respingere gli stimoli
stressanti, prendono il nome di
coping. Tali strategie sono sia
innate, sia acquisite con
l’esperienza quotidiana. Per
chiarezza faccio alcuni esempi
di strategie: scomporre un
problema nei suoi elementi
costituenti per poi affrontarli
singolarmente; “scappare” (sia
in senso fisico, sia in quello
psicologico); intraprendere una
nuova attività; interrompere
momentaneamente l’attività fonte
di stress, e via di questo
passo. Invece, i motivi di
stress prendono il nome di
stressors. Per quanto riguarda
il ruolo della pittura, esso è
di facile individuazione in
quanto può essere considerato
una strategia in possesso
dell’individuo per reagire allo
stress. E ciò vale sia nel caso
in cui la persona usi la pittura
come forma espressiva (attiva),
sia nel caso in cui ammiri i
dipinti di altri (passiva). In
entrambe le circostanze la
persona “usa” la pittura come
elemento cui rivolgere la
propria attenzione,
distogliendola, in tal modo,
dalla situazione generatrice di
stress. E’ un’occasione che
l’uomo si dà per non pensare
alla vita quotidiana e ai suoi
mille problemi. Dipingere, è
un’attività che consente
all’individuo di estraniarsi
dall’ambiente circostante,
lasciando i suoi problemi fuori
dalla propria mente, e quindi
incontrando la propria
ispirazione, da questa si
lascerebbe guidare in un viaggio
che lo porterà alla
realizzazione di un dipinto.
Quest’ultimo, non è il risultato
finale bensì è il mezzo
attraverso cui l’individuo si è
ritagliato un tempo ed uno
spazio personale, lontano dalle
richieste ambientali, dai
problemi quotidiani, per stare
con se stesso e recuperare le
energie necessarie. Cioè per
rilassarsi. Anche contemplare un
dipinto può rappresentare una
strategia per combattere lo
stress: quando si decide di
visitare una mostra ci si
ritaglia del tempo, sottraendolo
alle normali attività
quotidiane, per dedicarlo a se
stessi e ai propri interessi.
Già questo aspetto è un primo
modo per reagire allo stress; in
più l’attrazione esercitata dai
quadri, può indurre la mente
umana a “perdersi” in emozioni,
in sensazioni e stati d’animo
altrimenti difficilmente
vivibili. E il tutto
costituirebbe un momento di
“ricostruzione” psicologica e
fisica della persona, la quale
può tornare a “combattere” lo
stress quotidiano con rinnovato
vigore. Se poi l’ammirazione dei
quadri dovesse aver luogo in un
ambiente familiare, come quello
casalingo, ritengo che ciò
creerebbe condizioni ottimali
per la lotta allo stress:
immaginatevi una stanza con poca
luce, giusto un fascio che
illumini il quadro; voi siete
comodamente seduti in poltrona.
Il quadro inizia a parlarvi, vi
chiama con un filo di voce e voi
non potete non portare il vostro
sguardo verso di esso. E’
l’inizio della magia: vi
lasciate andare, la vostra
immaginazione galoppa, i sensi
ampliano le proprie capacità
percettive e vi trovate in un
turbinio di sensazioni, in un
abbraccio caldo e confortevole.
Se queste ultime frasi vi hanno
provocato “qualcosa”, allora non
immaginate cosa possa provocare
la pittura.
Dott. IGNAZIO de ROBERTIS
Psicologo
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Dr.
Alfonso Santarpia
Il
racconto del silenzio: la
pittura come strada di
meditazione e relax. Al di là di
semplici manierismi veristi e
paesaggistici, l'artista
Cammarata percorre un suo
orizzonte di Sicilia. La terra
sua è solo il punto di inizio
dell'attuale riflessione sulla
Natura, i suoi colori, le sue
voci silenziose. Tutte le storie
raccontate s'immergono in colori
mai netti, tenui,sfumati. La
luce sembra giochi con i
ricordi, illuminando pareti e
mare e fibre di alberi. La
pittura del Cammarata, senza
risolvere enigmi, apre al relax,
alla meditazione. L'utente con i
suoi sistemi percettivi può
allentare le tensioni oculari,
muscolari, il respiro può
rasserenarsi. E l'arte allora al
di là del contenuto estetico,
rientra nei palliativi all'ansia
quotidiana di vivere. Allora
l'artista siciliano si pone come
testimone di una meditazione ma
anche come autore di un dolce
rimedio visivo alle ambasce
quotidiane.
Dr.
Alfonso Santarpia Psicologo e
studioso di linguaggi artistici
post-moderni
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Studio d'arte Cammarata Via Epicarmo,
23 Augusta SR 96011 Italy
Tel. 0931 977159 Cell.
335 8453422 P.Iva
01310530892
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